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Implantologia post estrattiva: quando è possibile inserire gli impianti subito dopo le estrazioni

Implantologia post estrattiva per la riabilitazione completa dell’arcata a San Giorgio a Cremano
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Dr. Leonardo Miceli

Direttore Sanitario del Centro Odontoiatrico

Tabella dei Contenuti

L’implantologia post estrattiva San Giorgio a Cremano consente, in casi selezionati, di estrarre uno o più denti compromessi e inserire gli impianti nella stessa seduta. Nelle riabilitazioni complete dell’arcata, quando gli impianti raggiungono una stabilità adeguata, può essere possibile applicare anche una protesi provvisoria fissa, riducendo il numero degli interventi e i tempi complessivi del trattamento.

Non è però una soluzione automatica né sempre preferibile. Prima di procedere bisogna valutare attentamente la quantità di osso disponibile, le condizioni dei tessuti, l’eventuale presenza di infezioni e la possibilità di ottenere una buona stabilità degli impianti.

In sintesi: implantologia post estrattiva significa inserire gli impianti subito dopo le estrazioni. Non significa necessariamente applicare subito anche i denti fissi: per effettuare il carico immediato devono essere presenti condizioni cliniche e meccaniche favorevoli.

Che cos’è l’implantologia post estrattiva?

Si parla di implantologia post estrattiva quando l’impianto viene posizionato nell’alveolo subito dopo l’estrazione del dente, senza attendere la completa guarigione dell’osso.

In un trattamento implantare tradizionale, invece, il percorso può essere diviso in più fasi:

  1. estrazione del dente;
  2. guarigione dell’alveolo;
  3. inserimento dell’impianto;
  4. periodo di osteointegrazione;
  5. applicazione della protesi.

Con il protocollo post estrattivo, l’estrazione e l’inserimento dell’impianto vengono eseguiti nello stesso tempo chirurgico.

Confronto tra implantologia tradizionale e implantologia post estrattiva con tempi di guarigione
Nel trattamento tradizionale l’inserimento dell’impianto può avvenire dopo 4-6 mesi di guarigione dell’alveolo; nel protocollo post estrattivo, invece, estrazione e inserimento dell’impianto avvengono nella stessa seduta chirurgica.

Questo non significa semplicemente “mettere l’impianto nel vuoto lasciato dal dente”. La forma dell’alveolo e quella dell’impianto sono differenti. Il professionista deve individuare una posizione tridimensionale corretta e cercare stabilità nell’osso residuo, senza limitarsi a seguire passivamente la direzione della radice estratta.

Come spiegato anche nell’approfondimento dello Studio Vassura sull’implantologia post estrattiva, il termine “post estrattiva” si riferisce al tempo che intercorre tra estrazione e inserimento dell’impianto, non al momento in cui viene applicata la protesi.

Implantologia post estrattiva e carico immediato sono la stessa cosa?

No. Sono due concetti diversi, anche se possono essere associati nello stesso trattamento.

L’implantologia post estrattiva riguarda il momento in cui viene inserito l’impianto:

  • il dente viene estratto;
  • l’impianto viene inserito nella stessa seduta.

Il carico immediato riguarda invece il momento in cui viene collegata una protesi agli impianti. Secondo la terminologia dell’International Team for Implantology, si parla di carico immediato quando la protesi viene collegata agli impianti ed entra in funzione entro una settimana dal loro inserimento. Il posizionamento post estrattivo indica invece che l’impianto viene inserito nell’alveolo nella stessa giornata dell’estrazione.

Si possono quindi verificare situazioni differenti:

  • impianto post estrattivo lasciato guarire senza protesi fissa immediata;
  • impianto post estrattivo con corona provvisoria;
  • più impianti post estrattivi collegati a una protesi provvisoria fissa di un’intera arcata;
  • impianti inseriti in osso già guarito e caricati immediatamente.

Il carico immediato non può essere promesso prima dell’intervento. La possibilità di applicare subito la protesi dipende soprattutto dalla stabilità ottenuta dagli impianti, dalla loro distribuzione, dalla qualità dell’osso e dal progetto protesico. La stabilità primaria rappresenta infatti uno dei principali elementi considerati nella scelta del protocollo di carico.

Quando si può inserire un impianto subito dopo l’estrazione?

L’implantologia post estrattiva richiede una selezione accurata del caso. Durante la pianificazione vengono valutati diversi aspetti.

Quantità e qualità dell’osso

Deve essere presente osso sufficiente per consentire all’impianto di raggiungere una stabilità iniziale adeguata.

Questo è particolarmente importante perché, subito dopo l’estrazione, una parte dell’impianto potrebbe non essere a contatto diretto con le pareti dell’alveolo. La stabilità deve quindi essere ottenuta nelle porzioni di osso integre e adatte ad accogliere l’impianto.

Condizioni delle pareti alveolari

L’estrazione deve essere eseguita cercando di preservare il più possibile le pareti ossee e i tessuti gengivali.

Un alveolo molto danneggiato non esclude sempre l’inserimento immediato, ma aumenta la complessità e può rendere necessarie procedure rigenerative. Le evidenze più recenti indicano risultati potenzialmente favorevoli anche in alcuni alveoli con difetti, ma sottolineano la necessità di criteri rigorosi e di un’attenta gestione dei tessuti.

Possibilità di ottenere stabilità primaria

L’impianto, al momento dell’inserimento, deve essere sufficientemente stabile.

La stabilità primaria non dipende da un solo elemento. Entrano in gioco:

  • quantità e densità dell’osso;
  • forma e dimensioni dell’impianto;
  • posizione implantare;
  • tecnica chirurgica;
  • distribuzione degli impianti nelle riabilitazioni complete;
  • forze che la protesi eserciterà durante la guarigione.

Condizioni generali e collaborazione del paziente

Fumo, diabete non controllato, scarsa igiene orale, malattia parodontale non stabilizzata e bruxismo non riguardano esclusivamente il post estrattivo: sono fattori da considerare in qualunque trattamento implantare.

È inoltre indispensabile che il paziente segua correttamente le indicazioni, partecipi ai controlli e mantenga nel tempo una buona igiene orale.

Implantologia post estrattiva nelle riabilitazioni complete dell’arcata

Uno degli impieghi più interessanti dell’implantologia post estrattiva riguarda le persone che presentano numerosi denti non più recuperabili in una stessa arcata.

In questi casi, quando esistono le condizioni necessarie, è possibile programmare:

  • estrazione dei denti compromessi;
  • accurata pulizia dei siti;
  • inserimento di più impianti;
  • verifica della loro stabilità;
  • applicazione di una protesi provvisoria fissa.

Il paziente può così affrontare estrazioni e inserimento degli impianti in un unico tempo chirurgico e, nei casi idonei, evitare una fase prolungata con una protesi mobile.

Fasi dell’implantologia post estrattiva con inserimento degli impianti e protesi provvisoria fissa



Le riabilitazioni complete a carico immediato possono offrire risultati favorevoli, ma richiedono un’attenta selezione, una corretta distribuzione implantare, una protesi progettata per controllare i carichi e un adeguato mantenimento. Le revisioni disponibili riportano risultati elevati per diverse modalità di carico, pur invitando a interpretare con prudenza le percentuali e le differenze tra i protocolli studiati.

Il punto importante è che la protesi applicata inizialmente è generalmente provvisoria. La protesi definitiva viene realizzata dopo la guarigione e dopo aver verificato la corretta osteointegrazione degli impianti.

Quali sono i vantaggi dell’implantologia post estrattiva?

Quando indicato, il protocollo può offrire diversi vantaggi.

Un unico tempo chirurgico

Estrarre i denti e inserire gli impianti nella stessa seduta evita di separare necessariamente le due procedure in interventi differenti.

Riduzione dei tempi complessivi

Non dovendo sempre attendere la completa guarigione dell’alveolo prima dell’inserimento implantare, alcune fasi possono essere accorpate.

Questo non significa eliminare i tempi biologici: osso e tessuti devono comunque guarire e gli impianti devono osteointegrarsi.

Maggiore comfort organizzativo

Ridurre il numero degli interventi può semplificare il percorso per il paziente, soprattutto nelle riabilitazioni complete.

Possibilità di applicare una protesi provvisoria fissa

Quando stabilità, distribuzione degli impianti e condizioni cliniche lo permettono, può essere applicata subito una protesi provvisoria.

Per molti pazienti questo rappresenta un vantaggio importante perché riduce il periodo senza denti fissi.

Gestione più rapida di una dentatura compromessa

Nei casi in cui numerosi denti abbiano una prognosi sfavorevole, un trattamento post estrattivo ben pianificato può evitare una lunga successione di procedure scollegate.

L’impianto post estrattivo conserva sempre l’osso?

L’inserimento immediato dell’impianto non impedisce completamente il naturale rimodellamento che si verifica dopo un’estrazione.

Dopo la perdita del dente, l’alveolo cambia forma e volume durante la guarigione. L’impianto può contribuire alla gestione del sito, ma non occupa perfettamente tutto lo spazio della radice e non annulla le modificazioni biologiche dell’osso e della gengiva.

Per questo, in base al caso, può essere necessario utilizzare biomateriali nello spazio tra impianto e pareti dell’alveolo o eseguire procedure rigenerative.

Quando invece l’impianto non viene inserito immediatamente, può essere indicata una preservazione dell’alveolo: dopo l’estrazione si inserisce un biomateriale con l’obiettivo di limitare la perdita di volume e preparare il sito al futuro impianto.

La scelta tra impianto immediato, preservazione dell’alveolo e guarigione spontanea deve essere fatta caso per caso.

Si può inserire un impianto post estrattivo se c’è un’infezione?

Sì. La presenza di un’infezione non esclude automaticamente l’inserimento immediato dell’impianto.

È però indispensabile:

  • rimuovere il dente in modo accurato;
  • eliminare il tessuto infetto o infiammatorio;
  • detergere accuratamente l’alveolo;
  • verificare che rimanga osso sufficiente;
  • ottenere una stabilità adeguata dell’impianto;
  • valutare le condizioni generali del paziente.

Una revisione sistematica con meta-analisi ha confrontato gli impianti inseriti immediatamente in alveoli infetti e non infetti, senza rilevare differenze significative nella sopravvivenza implantare nei casi selezionati. Questo non significa che l’infezione possa essere ignorata: il sito deve essere accuratamente deterso e deve essere presente osso sufficiente per ottenere una buona stabilità dell’impianto.

Non è quindi corretto affermare che l’impianto si possa sempre inserire purché l’infezione venga pulita. In alcuni casi il danno osseo è troppo esteso o non è possibile ottenere la stabilità necessaria. In queste situazioni è più prudente rimuovere il dente, trattare il sito e rimandare l’inserimento implantare.

Quando è meglio evitare l’implantologia post estrattiva?

L’implantologia post estrattiva non deve essere considerata superiore in assoluto a quella differita.

Infografica su quando l’impianto post estrattivo è possibile e quando è meglio rimandare l’inserimento
Infografica che confronta le condizioni favorevoli all’implantologia post estrattiva con le situazioni in cui è più prudente attendere prima di inserire l’impianto.

Può essere preferibile estrarre il dente e attendere quando:

  • l’osso residuo non consente di stabilizzare l’impianto;
  • le pareti dell’alveolo sono gravemente compromesse;
  • è necessaria una rigenerazione importante;
  • l’infezione ha causato una perdita ossea estesa;
  • non è possibile posizionare l’impianto in modo protesicamente corretto;
  • le condizioni generali o igieniche non sono adeguatamente controllate;
  • durante l’intervento emergono condizioni differenti rispetto a quelle previste.

La decisione definitiva può quindi cambiare anche durante la seduta chirurgica. Prima dell’intervento è opportuno discutere con il paziente sia il progetto principale sia l’eventuale soluzione alternativa.

Il ruolo della TAC 3D e della pianificazione digitale

Una corretta diagnosi è il punto di partenza.

Nel nostro protocollo la valutazione può comprendere:

  • visita clinica;
  • TAC Cone Beam 3D;
  • scansione intraorale;
  • fotografie;
  • valutazione dei tessuti gengivali;
  • analisi dell’osso disponibile;
  • studio della futura protesi;
  • pianificazione digitale della posizione implantare.

La TAC 3D permette di valutare i volumi ossei e i rapporti con le strutture anatomiche. La scansione intraorale consente invece di acquisire digitalmente la situazione della bocca e contribuire alla progettazione protesica.

La pianificazione dovrebbe partire dalla posizione dei denti che vogliamo realizzare e non soltanto dall’osso disponibile. L’obiettivo non è semplicemente inserire gli impianti, ma posizionarli in modo compatibile con una protesi funzionale, igienizzabile ed esteticamente adeguata.

Infografica sulla pianificazione digitale dell’impianto con TAC 3D, scansione intraorale, progetto protesico e posizione implantare corretta
La pianificazione digitale dell’impianto parte dalla valutazione dell’osso e dal progetto protesico, per definire una posizione implantare corretta dal punto di vista estetico, funzionale e biologico.

In alcuni casi il progetto digitale può essere trasferito attraverso una guida chirurgica. La chirurgia guidata è uno strumento utile, ma non è necessaria in ogni situazione e non sostituisce la valutazione clinica del professionista.

Cosa aspettarsi dopo l’intervento

L’intervento viene generalmente eseguito in anestesia locale, simile a quella utilizzata per altri trattamenti odontoiatrici.

Nei giorni successivi possono comparire:

  • gonfiore;
  • indolenzimento;
  • lieve sanguinamento;
  • difficoltà temporanea nella masticazione;
  • sensazione di tensione nella zona operata.

La terapia farmacologica viene prescritta in modo personalizzato. Può comprendere un antidolorifico e, quando clinicamente indicato, altri farmaci da assumere prima e/o dopo l’intervento.

Nei primi giorni può essere consigliato di:

  • scegliere alimenti morbidi;
  • evitare di masticare direttamente sulla zona operata;
  • non spazzolare la sede chirurgica fino a nuova indicazione;
  • continuare a pulire con attenzione il resto della bocca;
  • utilizzare il collutorio prescritto;
  • non fumare;
  • non sottoporre la protesi provvisoria a carichi eccessivi.

Nel nostro protocollo i controlli possono essere programmati indicativamente dopo circa:

  • 7 giorni;
  • 21 giorni;
  • 60 giorni.

Le scadenze possono cambiare in base al tipo di intervento e all’andamento della guarigione.

Quanto è affidabile l’implantologia post estrattiva?

Gli studi disponibili riportano generalmente percentuali di sopravvivenza elevate per gli impianti immediati eseguiti in casi selezionati. Tuttavia, non è corretto trasformare questi dati in una promessa per il singolo paziente.

Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2023 ha confrontato gli impianti inseriti immediatamente negli alveoli post estrattivi con quelli inseriti dopo la guarigione. Nei dieci studi inclusi, la sopravvivenza implantare è risultata molto simile nei due gruppi, pari al 97,4% per gli impianti immediati e al 97,5% per quelli differiti. Gli autori non hanno rilevato differenze statisticamente significative, ma hanno evidenziato che la qualità degli studi disponibili non era uniforme. Questi dati confermano che l’implantologia post estrattiva può essere affidabile nei casi selezionati, senza però rappresentare automaticamente la scelta migliore per ogni paziente.

Il risultato dipende da molti fattori:

  • diagnosi;
  • esperienza dell’operatore;
  • condizioni dell’osso;
  • stabilità degli impianti;
  • gestione dei tessuti;
  • progetto protesico;
  • controllo delle forze masticatorie;
  • igiene orale;
  • fumo;
  • mantenimento professionale;
  • controlli nel tempo.

L’implantologia post estrattiva è quindi una procedura affidabile quando viene impiegata nel caso giusto, non una tecnica da utilizzare indistintamente per tutti.

Caso clinico di riabilitazione completa con implantologia post estrattiva

Un esempio frequente è quello di un paziente con numerosi denti ormai non recuperabili a causa di carie estese, fratture, mobilità o grave perdita di supporto parodontale.

Caso clinico di riabilitazione completa dell’arcata con confronto prima e dopo il trattamento
Caso clinico di riabilitazione completa dell’arcata: confronto tra situazione iniziale e risultato finale, con miglioramento estetico del sorriso e della masticazione.

Dopo la visita vengono eseguiti gli esami necessari, come TAC 3D, scansione intraorale e fotografie. Il caso viene pianificato digitalmente, stabilendo in anticipo la posizione ideale degli impianti e la forma della futura protesi.

Durante la seduta si procede con:

  1. estrazione dei denti non recuperabili;
  2. accurata pulizia dei siti;
  3. inserimento degli impianti;
  4. valutazione della loro stabilità;
  5. eventuale utilizzo di biomateriali;
  6. applicazione della protesi provvisoria fissa, quando le condizioni lo consentono.

Prima di estrarre un dente bisogna capire se può essere salvato

La possibilità di inserire subito un impianto non deve rendere più semplice la decisione di estrarre un dente.

Il primo obiettivo è sempre valutare se il dente possa essere curato e mantenuto con una prognosi ragionevole. Un dente non dovrebbe essere estratto soltanto perché l’implantologia rende possibile sostituirlo rapidamente.

Quando invece il recupero non è prevedibile, la pianificazione deve considerare tutte le alternative:

  • estrazione e impianto post estrattivo;
  • estrazione e preservazione dell’alveolo;
  • estrazione, guarigione e impianto differito;
  • rigenerazione ossea prima o insieme all’inserimento implantare;
  • carico immediato oppure guarigione senza carico.

La scelta più rapida non coincide necessariamente con quella più sicura.

Implantologia post estrattiva a San Giorgio a Cremano

Presso il Miceli Centro Odontoiatrico a San Giorgio a Cremano affrontiamo le riabilitazioni implantari partendo da una valutazione clinica, radiologica e protesica completa.

Grazie alla TAC 3D, alla scansione intraorale e alla pianificazione digitale possiamo valutare se sia possibile inserire gli impianti nella stessa seduta delle estrazioni e se esistano le condizioni per applicare una protesi provvisoria fissa.

Il piano viene personalizzato in base alla situazione ossea, ai tessuti, allo stato di salute generale e alle esigenze del paziente. Lo studio accoglie anche pazienti provenienti da Napoli e dai comuni dell’area vesuviana.

Conclusioni

L’implantologia post estrattiva può ridurre i tempi complessivi del trattamento, accorpare estrazioni e inserimento degli impianti in un solo intervento e, nelle riabilitazioni complete dell’arcata, permettere in casi selezionati l’applicazione immediata di una protesi provvisoria fissa.

Non è però sempre la soluzione migliore e non garantisce automaticamente il carico immediato. La decisione dipende dalla quantità di osso, dalla possibilità di ottenere stabilità, dalle condizioni dell’alveolo e dalla salute generale e orale del paziente.

Prima di pensare all’impianto è importante stabilire se il dente possa ancora essere curato. Quando l’estrazione è realmente necessaria, una visita implantologica accompagnata dagli esami appropriati permette di scegliere tra impianto post estrattivo, preservazione dell’alveolo e inserimento differito.

Per una valutazione personalizzata puoi rivolgerti al Miceli Centro Odontoiatrico, studio dentistico a San Giorgio a Cremano. Dopo aver studiato il caso, potremo spiegarti quale percorso offre il miglior equilibrio tra tempi, sicurezza e prevedibilità.

Vuoi capire se il tuo dente può essere salvato?

Prima di valutare un impianto è importante capire se il dente possa ancora essere curato. Se l’estrazione è necessaria, possiamo verificare se esistono le condizioni per inserire l’impianto nella stessa seduta e applicare una protesi provvisoria fissa.

Domande frequenti sull’ implantologia post estrattiva


L’impianto può essere inserito sempre subito dopo l’estrazione?

No. È necessario che rimanga una quantità di osso sufficiente e che sia possibile ottenere una buona stabilità dell’impianto. Quando queste condizioni non sono presenti, è più prudente attendere la guarigione o eseguire una procedura rigenerativa.

Impianto post estrattivo e carico immediato sono la stessa cosa?

No. “Post estrattivo” significa che l’impianto viene inserito subito dopo l’estrazione. “Carico immediato” significa che una protesi viene collegata all’impianto in tempi molto ravvicinati. Un impianto può essere post estrattivo senza ricevere subito una protesi fissa.

Si può applicare subito una protesi fissa a tutta l’arcata?

In alcuni casi sì. È necessario che gli impianti abbiano una stabilità adeguata, siano correttamente distribuiti e possano essere collegati da una protesi provvisoria progettata per controllare le forze durante la guarigione.

Si può mettere l’impianto se il dente presenta un’infezione?

La presenza di un’infezione non impedisce sempre il trattamento. Il sito deve però essere ripulito accuratamente e deve rimanere osso sufficiente per stabilizzare l’impianto. Nei casi più compromessi è preferibile rimandare l’inserimento.

L’intervento è doloroso?

L’intervento viene eseguito in anestesia locale. Nei giorni successivi possono comparire gonfiore e indolenzimento, generalmente gestiti con la terapia prescritta dal dentista.

Quanto dura il gonfiore?

Il gonfiore può comparire nelle prime ore, aumentare nei primi giorni e poi ridursi progressivamente. Durata e intensità dipendono dall’estensione dell’intervento e dalla risposta individuale.

Dopo quanto tempo si mette la protesi definitiva?

La protesi definitiva viene generalmente realizzata dopo il periodo di guarigione e dopo aver verificato l’osteointegrazione degli impianti. I tempi cambiano in base al caso, al tipo di arcata e alla qualità dell’osso.

La protesi provvisoria immediata può essere usata normalmente?

Deve essere utilizzata con prudenza. Nei primi mesi è importante seguire un’alimentazione adeguata ed evitare carichi eccessivi, perché gli impianti stanno ancora completando il processo di osteointegrazione.

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Dott. Leonardo Miceli

Direttore Sanitario del Centro Odontoiatrico
Odontoiatra, Master di II livello in Parodontologia e Implantologia

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