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Parodontite recidiva dopo la cura: perché succede e come evitare le recidive

Parodontite recidiva e mantenimento parodontale
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Dr. Leonardo Miceli

Direttore Sanitario Dello Studio

Tabella dei Contenuti

Una parodontite recidiva può comparire anche mesi o anni dopo la terapia iniziale.
Molti pazienti, dopo aver terminato un percorso di terapia parodontale, mi fanno una domanda molto diretta:

“Dottore, ma la piorrea può tornare?”

La parodontite recidiva è una situazione più frequente di quanto si pensi.
Ma attenzione: questo non significa che la terapia non abbia funzionato.

La parodontite è una malattia cronica infiammatoria. Questo significa che può essere controllata e stabilizzata anche molto bene nel tempo, ma ha bisogno di mantenimento costante.

Un po’ come succede per altre malattie croniche: se si smette di controllarle, possono riattivarsi.

Nel nostro centro odontoiatrico a San Giorgio a Cremano, vicino Napoli, vediamo spesso pazienti che anni prima avevano già fatto cure gengivali, ma che col tempo hanno sospeso i richiami o abbassato l’attenzione sull’igiene domiciliare.

Ed è proprio lì che la malattia può riprendere lentamente attività.

Parodontite recidiva: perché il mantenimento è fondamentale

Uno degli errori più comuni è pensare alla terapia parodontale come a una cura “una volta per tutte”.

In realtà la parodontite funziona in modo diverso.

Quando trattiamo la piorrea, il nostro obiettivo è:

  • eliminare l’infiammazione
  • ridurre la carica batterica
  • bloccare la distruzione dell’osso
  • stabilizzare denti e gengive
  • creare condizioni mantenibili nel tempo

Se il paziente continua a seguire controlli e mantenimento, la situazione può rimanere stabile anche per molti anni.

Ma se il controllo viene abbandonato, i batteri possono nuovamente accumularsi sotto gengiva e riattivare il processo infiammatorio.

Per questo oggi si parla sempre più di terapia di supporto parodontale o mantenimento parodontale.

È una fase fondamentale della cura, non un semplice richiamo di routine.

Anche la SIdP – Società Italiana di Parodontologia e Implantologia sottolinea da anni l’importanza della terapia di supporto parodontale (SPC), cioè quella fase di controlli periodici e mantenimento necessaria per ridurre il rischio di recidive nel tempo.

In pratica, la terapia iniziale è solo una parte del percorso: mantenere stabile la situazione nel tempo è altrettanto importante.

Perché si verifica la parodontite recidiva?

Le cause delle recidive della parodontite possono essere diverse.
Nella pratica clinica, le più frequenti sono queste.

Igiene domiciliare non sufficiente

Spazzolino, filo e soprattutto scovolini fanno una differenza enorme.

Molti pazienti pensano di lavare bene i denti, ma in presenza di parodontite spesso serve una gestione molto più precisa degli spazi interdentali.

Anche pochi mesi di accumulo batterico possono riattivare l’infiammazione.

Saltare i richiami parodontali

Questo è forse il motivo più frequente.

Ci sono pazienti che dopo la terapia stanno bene, non hanno dolore e pensano di aver risolto definitivamente il problema.

Poi passano:

  • uno
  • due
  • tre anni

e la malattia riprende lentamente.

La parodontite, soprattutto nelle fasi iniziali della recidiva, spesso non fa male.

Ed è proprio questo il pericolo.

Molti pazienti arrivano in studio dicendo:

“Pensavo fosse tutto risolto, perché non sentivo nulla.”

In realtà la piorrea può continuare ad avanzare lentamente anche senza dolore evidente. Per questo il sanguinamento gengivale non dovrebbe mai essere sottovalutato, soprattutto nei pazienti che hanno già avuto una storia parodontale.

È un concetto di cui si parla sempre più anche in ambito scientifico e divulgativo. Un approfondimento pubblicato dal Centro Salute Orale spiega bene come la parodontite possa riattivarsi nel tempo quando vengono interrotti i controlli e il mantenimento parodontale.

Fumo e rischio di parodontite recidiva

Il fumo è uno dei principali fattori di rischio della parodontite.

In alcuni pazienti fumatori vediamo recidive più aggressive e più difficili da controllare.

Inoltre il fumo può mascherare il sanguinamento gengivale, facendo sembrare la situazione migliore di quanto sia realmente.

Diabete e condizioni sistemiche

Alcune condizioni sistemiche possono aumentare il rischio di recidiva:

  • diabete non controllato
  • forte stress
  • variazioni ormonali
  • alcune terapie farmacologiche

La salute generale e la salute gengivale sono molto più collegate di quanto si pensi.

Tasche profonde residue

In alcuni casi rimangono zone più difficili da mantenere pulite, soprattutto nei pazienti che hanno avuto parodontiti avanzate.

Ecco perché il monitoraggio nel tempo è così importante.

Come capire se è presente una parodontite recidiva

Ci sono alcuni segnali che non andrebbero ignorati.

I più comuni sono:

  • gengive che sanguinano
  • alitosi persistente
  • sensibilità aumentata
  • fastidio durante la masticazione
  • denti che sembrano più lunghi
  • comparsa di spazi tra i denti
  • mobilità dentale

A volte i pazienti notano che “i denti si stanno aprendo” oppure che il filo interdentale passa in modo diverso rispetto al passato.

Sono dettagli che meritano attenzione.

Il mantenimento parodontale è la vera fase decisiva

Controllo durante mantenimento parodontale

Molti pensano che la parte importante sia solo la terapia iniziale.

In realtà, spesso, la fase più importante è quella successiva.

Durante il mantenimento parodontale controlliamo:

  • sanguinamento
  • profondità delle tasche
  • accumulo di placca
  • stabilità gengivale
  • mobilità dentale
  • capacità del paziente di mantenere pulite le aree critiche

In base al rischio del singolo paziente, i richiami possono essere programmati ogni:

  • 3 mesi
  • 4 mesi
  • 6 mesi

Non esiste una tempistica uguale per tutti.

Un paziente che ha avuto una parodontite grave non dovrebbe essere gestito come un paziente senza storia parodontale.

La recidiva significa aver perso tutto?

No.
E questo è un concetto importante.

Intercettare una recidiva della parodontite nelle fasi iniziali può permettere di controllarla nuovamente prima che provochi danni importanti.

Per questo motivo la diagnosi precoce fa una differenza enorme.
In molti casi il primo passo è eseguire un sondaggio parodontale accurato per valutare lo stato delle gengive e delle tasche parodontali.

Molti denti che anni fa sarebbero stati estratti oggi possono essere mantenuti più a lungo grazie a:

  • diagnosi più precise
  • protocolli di mantenimento
  • terapia parodontale moderna
  • controlli periodici

Nel nostro studio utilizziamo anche ingrandimenti e tecnologie diagnostiche che ci aiutano a monitorare nel tempo le aree più delicate, soprattutto nei pazienti che hanno già avuto una storia di piorrea.

La parodontite si può controllare bene nel tempo

Ricevere una diagnosi di parodontite non significa essere destinati a perdere i denti.

Ma significa entrare in un percorso di controllo e mantenimento.

Quando paziente e professionista collaborano bene, spesso riusciamo a mantenere situazioni stabili per molti anni.

La vera cura della parodontite continua anche dopo la terapia.

La cosa più importante è non aspettare che il problema torni evidente.

Spesso la parodontite torna lentamente e senza dolore.

Per questo motivo, nei pazienti che hanno già avuto problemi gengivali, controlli e mantenimento diventano fondamentali nel tempo.

Se hai notato sanguinamento gengivale, mobilità dentale o cambiamenti nella posizione dei denti, una valutazione parodontale può aiutare a capire se la situazione è realmente stabile.

Presso Miceli Centro Odontoiatrico, a San Giorgio a Cremano vicino Napoli, ci occupiamo di diagnosi, trattamento e mantenimento della parodontite con percorsi personalizzati in base alla situazione clinica del singolo paziente.

La parodontite può tornare dopo la cura?

Sì. La parodontite è una malattia cronica che può riattivarsi nel tempo, soprattutto se vengono sospesi i controlli e il mantenimento parodontale.

Ogni quanto bisogna fare il mantenimento parodontale?

Dipende dal rischio del paziente. In molti casi i richiami vengono programmati ogni 3, 4 o 6 mesi.

Le gengive che sanguinano indicano una recidiva?

Non sempre, ma il sanguinamento gengivale è un segnale che non dovrebbe essere sottovalutato, soprattutto nei pazienti che hanno già avuto problemi di piorrea.

La parodontite si guarisce definitivamente?

La parodontite può essere controllata e stabilizzata molto bene nel tempo, ma richiede mantenimento costante.

Si possono salvare i denti anche dopo una recidiva?

In molti casi sì. Intervenire precocemente può permettere di controllare nuovamente l’infiammazione e limitare ulteriori danni.

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